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		<title>Guida al mutuo per ristrutturazione</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 11:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1. Cos&#8217;è il mutuo ristrutturazione Una delle finalità per cui si richiede il mutuo è quello per la ristrutturazione del proprio immobile, che ha riscosso molto successo negli anni passati e che, tutt&#8217;oggi, è una delle tipologie di mutuo più richieste. In realtà, questa formula di mutuo ha in sé diverse sottofamiglie, ognuna di esse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/mutuo-ristrutturazione-guida.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1143" title="mutuo-ristrutturazione-guida" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/mutuo-ristrutturazione-guida-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Cos&#8217;è il mutuo ristrutturazione</strong></p>
<p>Una delle finalità per cui si richiede il mutuo è quello per la ristrutturazione del proprio immobile, che ha riscosso molto successo negli anni passati e che, tutt&#8217;oggi, è una delle tipologie di mutuo più richieste. In realtà, questa formula di mutuo ha in sé diverse sottofamiglie, ognuna di esse con caratteristiche e modalità proprie. Tra queste ve ne sono tre principali, che sono: i mutui per ristrutturazioni propriamente detti; i mutui di completamento ed i mutui per costruzione.</p>
<p><strong>2. Mutuo di ristrutturazione (propriamente detto)</strong></p>
<p>E&#8217; quello che generalmente viene destinato ad un immobile che stiamo comprando o ad un immobile di cui siamo già in possesso. Nel primo caso, normalmente la banca si regola evidenziando al momento della perizia un  doppio valore: quello rappresentato dalla casa nello stato in cui si  trova e quello &#8220;a finire&#8221;, ossia il valore che la stessa casa assumerà  una volta completata la ristrutturazione. In base, quindi, all’entità dei lavori e alla loro consistenza economica, provata da un vero e proprio preventivo lavori da presentare insieme con la domanda di mutuo, la banca erogherà il<strong></strong> mutuo di ristrutturazione in unica soluzione, per la cifra destinata alla ristrutturazione in corso. Una cosa molto importante da non dimenticare, in particolare, è la presentazione del preventivo lavori in fase di acquisto e di richiesta di mutuo,   un vero e proprio preventivo ben articolato e con il cd <em>computo metrico</em>,  cioè con la quantificazione del costo di ristrutturazione per ogni metro  quadrato. Senza questo importante documento, la banca farà rientrare sia la cifra di  acquisto che di ristrutturazione nella sua percentuale massima di  intervento sulla casa nello stato in cui si trova. Alla fine di questo periodo che si chiama <em>preammortamento</em>, la banca ricalcolerà il piano di ammortamento definitivo, che avverrà scalando la parte di interessi che abbiamo già pagato. Tutto ciò può comportare un leggero aumento sulla rata, in quanto, avendo  già versato una parte degli interessi ci si potrebbe trovare una durata  complessiva più corta di qualche mese. Nel caso di un immobile di proprietà, è difficile trovare una banca disposta a iscrivere un’ipoteca di secondo grado su un immobile già ipotecato da un’altra  banca, la quale potrebbe esercitare il diritto di priorità in caso di mancato pagamento. Dunque, nell&#8217;ipotesi in cui trovassimo disponibilità dalla stessa banca per il nuovo  mutuo, saremmo costretti a prenderne uno complessivo che con una parte  estinguerà il precedente e con  l’altra finanzierà i nostri lavori. Ovviamente, se ilvalore della propria casa non consente l’ampliamento del debito e dell’ipoteca corrispondente, non sarà possibile effettuare questa operazione, a prescindere dalla banca a cui ci si rivolge. Se, invece, si è proprietari di un immobile libero da ipoteche, tutto sarà molto più semplice,  anche nel caso di cifre basse rispetto al valore  complessivo degli immobili.</p>
<p><strong>3. Mutuo di completamento<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/mutuo-ristrutturazione-300x257.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1144" title="mutuo-ristrutturazione-300x257" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/mutuo-ristrutturazione-300x257-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p>Questo mutuo può essere richiesto nel caso di una costruzione già iniziata e da completare con l’ausilio di un mutuo, oppure di una casa  acquistata nella sua struttura iniziale per poi finerne la costruzione. In generale, il comportamento delle banche non è molto diverso rispetto al primo caso analizzato, la discriminante è lo stato in cui è il manufatto si presenta inizialmente. In particolare, la banca preferirebbe già uno stato avanzato, ma non è raro il caso di  banche che intervengono fin dallo scheletro in cemento armato con il  tetto. La possibilità di accedere ad un mutuo di ristrutturazioen che preveda sia l’acquisto che il completamento di un immobile ancora in costruzione, presente invece alcune difficoltà, in particolare nel rischio, da parte della banca, di erogare cifre  non sufficientemente garantite dai valori attuali del manufatto. Ciò  determina una percentuale di intervento per l’acquisto molto bassa,  spesso tale da non bastare per la conclusione della compravendita. Anche in questo caso, inoltre,  come per l’acquisto e ristrutturazione, la  cifra destinata all’acquisto verrebbe erogata per intero, quella per il  completamento a stato d’avanzamento lavori.</p>
<p><strong>4. Mutuo per costruzione</strong></p>
<p>Il mutuo di ristrutturazione destinato alla costruzione è quello che ci permette di costruire la nostra casa fin dalle sue fondamenta, ma è importante segnalare che non facile da ottenere,  e che, per quelle pochissime banche che lo  permettono, la procedura è la stessa del completamento a stato di  avanzamento lavori. Può accadere, infatti, che alcune banche preferiscano saldare direttamente le  varie imprese che si occupano della costruzione, al fine di evitare che i  lavori possano fermarsi e trovarsi in garanzia un bene incompleto e che non rappresenta un valore ipotecario  sufficiente alla copertura delle cifre erogate. In  questo caso, poi, la banca valuta con maggior favore quelle operazioni in cui  almeno il terreno risulti già essere di nostra proprietà, infatti, operazioni di mutuo per costruzione che prevedano anche l’acquisto  del terreno sono pressochè impossibili, salvo dare come garanzia  alla banca altri immobili in nostro possesso a rafforzo dell’operazione  richiesta.</p>
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		<title>Guida alla rinegoziazione del mutuo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 15:26:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/rinegoziazione-mutuo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1137" title="rinegoziazione-mutuo" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/rinegoziazione-mutuo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Cos&#8217;è la rinegoziazione del mutuo<br />
</strong></p>
<p>Rinegoziare significa  negoziare migliori condizioni  con la banca con la quale si è stipulato suo tempo contratto un mutuo ed  è, senza dubbio, una delle operazioni più semplici ed economiche.  Infatti, è necessario mandare una raccomandata alla banca con cui si  intrattiene il mutuo,  attraverso la quale chiederemo delle condizioni migliorative rispetto a  quelle originarie misurate sulle nostre nuove esigenze e sul cambiamento  dello scenario economico. Nello specifico, è possibile richiedere alla  banca, senza causare una “novazione” del contratto con diverse  conseguenze di  carattere giuridico, le seguenti operazioni: l&#8217;allungamento della durata  del periodo di ammortamento, una diversa indicizzazione del tasso  variabile (ossia una riduzione dello spread) ed il passaggio da tasso  fisso a tasso variabile.Fatti salvi alcuni casi, in generale le banche  non hanno difficoltà ad  acconsentire a tali richieste, spesso anche tutte insieme, solitamente  lo fanno per non perdere il cliente e mantenere con lui un profittevole  rapporto  economico. Alcune banche, inoltre, prevedono all’interno dei loro  contratti di mutuo,  un’interessante clausola che concede una riduzione automatica della  percentuale di spread, applicata al tasso, in presenza di pagamenti  regolari delle rate per i primi 15 anni. Nel caso, invece, in cui si  chiederà alla banca  originaria condizioni che prevedano una vera e propria “novazione”, come  ad esempio una variazione dell&#8217;importo originario, dell&#8217;importo  dell&#8217;ipoteca originaria o il cambiamento dell&#8217;immobile dato inizialmente  in garanzia,  la banca originaria potrebbe avere difficoltà sulla  tenuta dell’ipoteca  originaria e potrebbe essere necessaria l’iscrizione di una nuova  ipoteca, che annulla le condizioni della precedente.</p>
<p><strong>2. Cos&#8217;è la sostituzione</strong></p>
<p>La sostituzione di un mutuo in essere con uno nuovo comporta notevoli spese: un nuovo contratto, un nuovo atto notarile, il mantenimento della detraibilità fiscale degli interessi. Questa procedura può avvenire attraverso la stessa banca del mutuo originario od attraverso un contratto con una nuova banca, ad ogni modo, ci sarà sempre e comunque una nuova sottoscrizione ipotecaria. Le banche, dal canto loro, scoraggiano la sostituzione dei propri mutui, proponendo condizioni tali da  pregiudicarne la convenienza, costringendo, dunque, i clienti a rivolgersi  ad altre banche con la possibilità di aspirare a condizioni migliori  sia in termini economici che contrattuali. Sarà possibile, infatti, richiedere una somma in più di denaro rispetto al  capitale residuo del mutuo originario, un vero e proprio  rifinanziamento, senza contare che, solo in alcuni casi, sarà possibile offrire in  garanzia un immobile diverso. Si potrà, inoltre, cambiare gli attori del contratto originario,  per liberare, ad esempio, dei garanti non più necessari o aggiungere  magari dei figli che si vuole corresponsabilizzare a livello familiare. Bisogna poi ricordare che nel caso di un mutuo di sostituzione con liquidità aggiuntiva e con la prima casa come immobile dato in garanzia, la detraibilità fiscale degli interessi si mantiene solo per  la parte usata alla controestinzione del capitale residuo del mutuo  originario, mentre per la parte di liquidità aggiuntiva, nel caso in cui questa non sia finalizzata alla  ristruturazione, gli interessi non saranno detraibili, ed in sede di  dichiarazione dei redditi bisognerà fare la proporzione tra le due  quote. Al fine di venire incontro alla grandissima richiesta di mutui di sostituzione di questi ultimi anni, le banche hanno inserito tra i propri prodotti dei mutui dedicati sia alla<strong> </strong>sostituzione che al rifinanziamento. L&#8217;aspetto negativo, però, è che questi mutui hanno condizioni economiche  peggiorative rispetto ai mutui per acquisto.</p>
<p><strong>3. Mutuo per surroga<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/surroga-mutuo.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1139" title="surroga-mutuo" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/surroga-mutuo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p>Con la legge n° 40 del 2 Aprile 2007 (Decreto Bersani)<strong></strong> è stata data la possibilità a  tutti di poter esercitare il diritto di trasferire, senza alcun costo,  l’ipoteca sul proprio immobile a garanzia di un contratto di mutuo, da una banca ad un’altra. In altre parole, ognuno di noi ha il diritto di poter  sostituire la banca con la quale abbiamo contratto il mutuo per  l’acquisto della nostra prima casa, con un’altra banca che ci faccia  migliori condizioni. In realtà, seppur apparentemente semplice, in pratica il  trasferimento dell’ipoteca da una banca ad un’altra è una procedura  piuttosto complessa che prevede tutta una serie di adempimenti che  rendono questo mutuo ostico per gli istituti bancari.<strong> </strong>In questo tipo di mutuo, si possono cambiare solo alcuni termini del contratto originario, ma  solo quelli relativi alla durata, al tasso, al prodotto, ma in nessun  modo possono cambiare gli attori originari, che devono rimanere  rigorosamente gli stessi, così come per l’immobile posto a  garanzia e il capitale da finanziare nei limiti del capitale residuo  del mutuo originario. Uno degli elementi di maggiore difficoltà nell&#8217;affrontare il mutuo surroga è nella  necessità di mantenere inalterata l’ipoteca già esistente sia come  importo sia come valore di iscrizione, rendendo, ad esempio, incompatibili banche che hanno diversa percentuale di iscrizione ipotecaria. La scelta della nuova banca va comunque fatta con molta attenzione in  quanto una volta che abbiamo fatto la prima surroga difficilmente  potremo farne una seconda.</p>
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		<title>Guida al recupero crediti</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 11:56:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/recupero-crediti-212x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1131" title="recupero-crediti-212x300" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/recupero-crediti-212x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Cos&#8217;è il recupero crediti<br />
</strong>Il recupero crediti è un  argomento che riguarda in generale tutte le forme di prestito, in  particolare nel caso in cui l&#8217;ammontare del debito sorto dal prestito  non venga restituito, ossia quando il debitore viene meno al contratto  pattuito col creditore e non restituisce più il capitale ottenuto  attraverso le rate.</p>
<p><strong>2. Come si recupera il credito<br />
</strong>La legge prevede diversi  modi per recuperare il credito, la scelta della metodologia di recupero  dipende da cosa deriva il credito dovuto. In particolare, le tre  principali modalità sono: il recupero derivante da cambiale, da assegni  bancari e mediante decreto ingiuntivo. I primi due criteri derivano da  un titolo di credito vero e proprio, alla loro scadenza, divengono  esecutivi ed è possibile procedere ad una tempestiva azione di recupero  crediti mendiante il precetto di pagamento. Il decreto ingiuntivo,  invece, è la disposizione di un giudice che ordina al debitore di  adempiere al pagamento insoluto entro un certo termine. Nel caso di  recidività nell&#8217;insolvenza, si può procedere al pignoramento dei suoi  beni.</p>
<p><strong>3. Recupero crediti derivante da cambiali<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/recuperocrediti.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1132" title="recuperocrediti" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/recuperocrediti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
</strong>La cambiale è un  titolo esecutivo, e per questa ragione quando il credito di cui la  cambiale è portatrice non viene pagato alla sua scadenza, è possibile  procedere alla sua esecuzione forzata. Prima di procedere, però, dovrà  essere richiesto formalmente il credito della cambiale mediante un  precetto, vale a dire un&#8217;intimazione ad adempiere quanto previsto dal  titolo. Trascorsi 10 giorni dal precetto, è possibile procedere con  l&#8217;esecuzione forzata, vale a dire con il pignoramento dei beni in  possesso del debitore, i quali verranno venduti finchè non si raggiunge  il credito dovuto.</p>
<p><strong>4. Recupero crediti derivante da assegno bancario<br />
</strong>Anche in  questo caso siamo di fronte ad un titolo esecutivo, dunque il  ragionamento è analogo a quello fatto per le cambiali: se il credito  segnato nell’assegno non viene pagato entro la data indicatavi, è  possibile anche qui, previa notifica mediante precetto e trascorsi 10  giorni dalla data di questo senza che il credito venga recuperato,  procedere all&#8217;esecuzione forzata mediante il pignoramento dei beni. I  termini della presentazione di un assegno bancario per la riscossione  sono differenti a seconda del luogo di pagamento: 8 giorni lavorativi,  se l&#8217;assegno è pagabile nello stesso comune nel quale è stato emesso, 15  giorni lavorativi, invece, se è pagabile in un comune diverso da quello  di emissione, 20 giorni lavorativi, se è pagabile in uno Stato europeo  diverso da quello emesso, mentre diventano 60 giorni lavorativi nel caso  in cui l&#8217;assegno debba essere pagato in uno Stato extra-europeo.</p>
<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/recuperocrediti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1133" title="recuperocrediti" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/recuperocrediti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>5. Recupero crediti mediante decreto ingiuntivo<br />
</strong>A  differenza degli altri due già indicati, il decreto ingiuntivo è un  ordine di pagamento dato al debitore da parte del giudice. Vi è il  recupero crediti giudiziale, ossia una  procedura che si basa su un  attento esame della  documentazione attestante il debito, del documento da cui ne deriva, dei  solleciti che  non hanno sortito alcun effetto, e di quant’altro il giudice ritiene  opportuno vagliare e verificare, che può culminare, trascorsi 40 giorni  dall’emissione del decreto stesso col pignoramento di ogni bene di  proprietà del debitore, fino al raggiungimento della somma dovuta.  L&#8217;altra tipologia è quella del recupero crediti stragiudiziale, ossia  tutte quelle attività di sollecito al pagamento fatte al debitore per  invitarlo, in via bonaria, alla risoluzione della sua pendenza di  pagamento nei confronti del creditore; si tratta di una serie di  solleciti verbali e scritti, e di solito sono precedenti al recupero per  vie giudiziarie.</p>
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		<title>Guida ai prestiti tra privati</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 11:45:08 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/1279561652_106005539_1-Immagini-di-Offerta-di-prestito-tra-privati-seri-ed-onesti-1279561652.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1126" title="1279561652_106005539_1-Immagini-di--Offerta-di-prestito-tra-privati-seri-ed-onesti-1279561652" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/1279561652_106005539_1-Immagini-di-Offerta-di-prestito-tra-privati-seri-ed-onesti-1279561652-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Cosa sono i prestiti tra privati<br />
</strong>Spesso questo strumento viene indicato come <em>social lending</em>, ossia prestito sociale, oppure <em>p2p</em>,  prestito tra persone o prestito senza banche. Si tratta di una forma di  prestito secondo cui chi lo eroga, anziché essere una banca od un  istituto finanziario, è un privato. Tale fenomeno è nato con la crisi  economica degli ultimi anni, ed è quindi parte di quella serie di  strumenti nati per ricercare prestiti alle migliori condizioni  possibili. Ha avuto una grossa diffusione, inoltre, grazie ad internet,  come criterio sia di diffusione che di acquisto.</p>
<p><strong>2. La New Economy<br />
</strong>La grossa diffusione dei prestiti tra privati è dovuta in special modo al fenomeno della <em>New Economy</em>,  termine coniato dall&#8217;economista Kevin Kelly, il quale, nel suo libro  &#8220;New rules for a New Economy&#8221; ne elenca le dieci regole principali,  utili ad affrontare la giugla del mercato. Le regole sono: cogliere la  corrente, massimizzare i profitti, cercare l&#8217;abbondanza, scegliere la  libertà, privilegiare il canale internet, puntare al massimo, allargare i  luoghi agli spazi più ampi, nessuna armonia e tutto flusso, vince chi  ha i consumatori migliori, vince l&#8217;opportunità sull&#8217;efficienza.</p>
<p><strong>3. Come funzionano i prestiti tra privati<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestiti-tra-privati2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1127" title="prestiti-tra-privati2" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestiti-tra-privati2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
</strong>Come si può  intuire da quanto appena detto, il prestito tra privati avviene online,  ed in particolare tramite un principio simile a quello delle aste  online: c&#8217;è chi mette il prodotto finanziario a disposizione, stabilendo  il prezzo di partenza, nell&#8217;attesa che i possibili acquirenti si  facciano avanti, ognuno proponendo un prezzo maggiore al precedente.  L&#8217;asta, come avviene nel caso di acquisto di beni (es. eBay), ha una  scadenza, ed al termine di questa, vince il prodotto chi ha proposto  l&#8217;offerta più alta. Il prodotto proposto è un prestito, messo a  disposizione da un privato, mentre l&#8217;asta si fa sul tasso d&#8217;interesse,  ossia si aggiudicherà il prestito chi proporrà il tasso d&#8217;interesse più  alto.</p>
<p><strong>4. Requisiti per iscrizione ai siti di prestiti tra privati<br />
</strong>Per  poter acquistare i prestiti online è necessario iscriversi ai siti  preposti a queste operazioni, al fine di garantire la proprio identità  ed eventualmente, nel caso di mancato pagamento, la rintracciabilità.  Come nel caso di aste di beni, anche per queste aste, i soggetti che  s&#8217;iscrivono avranno un rating di affidabilità, che si riferisce al  maggiore o minore rischio che il capitale venga restituito; le lettere  che indicano l&#8217;affidabilità vanno da A (massima affidabilità) a D  (minima affidabilità). I requisiti per potersi iscrivere a questi siti  sono: essere in un età rientrante tra i 18 ed i 75 anni, avere un  reddito dimostrabile tramite presentazione di busta paga o di  dichiarazione dei redditi, essere residenti in Italia ed avere un conto  corrente bancario attivo.</p>
<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestiti-tra-privati.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1128" title="prestiti-tra-privati" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestiti-tra-privati-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>5. I vantaggi e gli svantaggi del prestito tra privati<br />
</strong>Il  vantaggio principale riscontrabile nel caso di prestiti tra privati è  l&#8217;assenza, all&#8217;interno della compravendita, di banche ed istituti  finanziari, mentre è necessario versare una quota, anche se irrisoria,  all&#8217;amministratore del sito a cui ci si affida. Il vantaggio maggiore  per il prestatore è quello di ricavare dal capitale di cui dispone un  tasso di interesse maggiore rispetto a qualsiasi investimento  finanziario (bot, cct, ecc.), mentre il contraente riscontra il  vantaggio di restituire il capitale ottenuto a tassi più bassi rispetto a  quelli che propongono i vari enti creditizi. Di contro, il pericolo di  ricevere meno rate di quanto pattuito o di ritrovarsi con un tasso  d&#8217;interesse più alto rispetto a quello pattuito sono maggiori, a causa  della mancanta garanzia di enti qualificati.</p>
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		<title>Guida al prestito senza busta paga</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 11:28:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/Prestito-Senza-Busta-Paga.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1120" title="Prestito-Senza-Busta-Paga" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/Prestito-Senza-Busta-Paga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Cos&#8217;è il prestito senza busta paga<br />
</strong>In tempi di crisi  economica, questo tipo di prestito è sicuramente un rimedio per i tanti  lavoratori precari e disoccupati che, senza la garanzia della busta  paga, non riescono ad avere la possibilità di ricevere alcun prestito,  anche di piccolo importo. C&#8217;è però da precisare che a rigore non vi sarà  nessuna banca od istituto che concederà un prestito ad un soggetto che  non abbia garanzia reddituali da fornire, quindi il concetto di busta  paga non è da intendere in senso stretto, ma s&#8217;intende un documento  scritto che provi l&#8217;esistenza di un reddito da lavoro. In sostanza,  quindi, questo prestito si rivolge ai soggetti che lavorano a nero  oppure i lavoratori autonomi senza modello unico o 740.</p>
<p><strong>2. Come ottenere il prestito<br />
</strong>Ci sono diversi modi per  ottenere questo prestito senza dare la garanzia della busta paga: è  possibile, ad esempio, offrendo a garanzia un immobile di proprietà,  cioè ponendo un&#8217;ipoteca sull&#8217;immobile (mutuo ipotecario), oppure con la  formula dell&#8217;affitto su immobile, ossia versando alla banca la quota che  si ottiene dal fitto dell&#8217;immobile di cui si è proprietari, od ancora  con l&#8217;intervento di un fideiussore che faccia da garante, od infine, se  si è un vecchio correntista, in questo caso le banche, findandosi del  proprio cliente e conoscendo i suoi movimenti in entrata, può decidere  di concedergli il prestito senza busta paga.</p>
<p><strong>3. Prestito senza busta paga per chi possiede un immobile<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestito_senza_busta_paga.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1121" title="prestito_senza_busta_paga" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestito_senza_busta_paga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
</strong>Abbiamo  accennato nel paragrafo precedente che è possibile richiedere un  prestito senza busta paga, se si è proprietari di immobili, in due modi:  ponendo in essere un mutuo ipotecario oppure fornendo la garanzia  dell&#8217;affitto dell&#8217;immobile. Questo secondo caso, nello specifico, è  ritenuto dalle banche un&#8217;entrata continuativa, simile al reddito  mensile, per cui l&#8217;importo da poter richiedere sarà basso e  proporzionato al reddito percepito. Questo caso, inoltre, è molto  rischioso: infatti, nel caso in cui l&#8217;inquilino affittuatario abbia  difficoltà a pagare la rata mensile stabilita dal contratto di fitto, il  suo debito si ripercuoterà sul proprietario, il quale, di conseguenza,  risulterà debitore nei confronti della banca che ha concesso il  prestito, con tutte le conseguenze che possono derivarne.</p>
<p><strong>4. Prestito senza busta paga tramite garante<br />
</strong>Come detto  nel paragrafo 2, è possibile richiedere il prestito senza busta paga  anche attraverso l&#8217;intervento di un garante, ossia un soggetto che si  obbliga a sostituirsi al debitore principale, ossia il sottoscrittore  del contratto, nell&#8217;eventualità in cui questo si trovi  nell&#8217;impossibilità di pagare le rate mensili all&#8217;ente erogante il  prestito. Ovviamente, il garante deve offrire all&#8217;istituto quelle  garanzie di restituzione che il titolare del prestito non è in grado di  fornire, per fare questo, il soggetto garante deve avere un reddito  mensile, dev&#8217;essere regolarmente inquadrato e con regolare busta paga.</p>
<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestitisenzabustapaga.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1122" title="prestitisenzabustapaga" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestitisenzabustapaga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>5. Prestito senza busta paga per un correntista<br />
</strong>Quest&#8217;ultimo  caso è molto soggettivo, vale a dire che è utilizzato dalle banche che  hanno intenzione di offrire questo particolare servizio, ma non è  affatto universale. Si tratta del caso in cui il soggetto sia un  correntista della banca di vecchia data e, malgrado non abbia un reddito  da lavoro, versa costantemente contanti sul proprio conto corrente.  Usualmente questo strumento è utilizzato dai lavoratori autonomi o  dipendenti che non dichiarano (o lo fanno parzialmente) il proprio  reddito, oppure il caso dei lavoratori a nero che dispongono di un  reddito da lavoro, ma non dei documenti che lo dimostrano. Per alcune  banche, dunque, i correntisti che in passato e nel presente hanno  dimostrato di essere affidabili, grazie ai continui versamenti  effettuati sul proprio conto, hanno diritto ad ottenere un prestito di  questo genere.</p>
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		<title>Guida ai piccoli prestiti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 11:20:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1. Cos&#8217;è il piccolo prestito Come si può intuire dal nome, i piccoli prestiti sono quella categoria di finanziamento che non prevedono un grosso esborso di denaro: di fatti, la somma concessa dagli istituti finanziari varia tra i 1.000 ed i 5.000 euro. Di conseguenze presenteranno un piano di ammortamento molto breve (12-50 mesi), quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/piccoli.prestiti-veloci.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1106" title="piccoli.prestiti-veloci" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/piccoli.prestiti-veloci-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Cos&#8217;è il piccolo prestito</strong></p>
<p>Come si può intuire dal nome, i piccoli prestiti sono quella categoria di finanziamento che non prevedono un grosso esborso di denaro: di fatti, la somma concessa dagli istituti finanziari varia tra i 1.000 ed i 5.000 euro. Di conseguenze presenteranno un piano di ammortamento molto breve (12-50 mesi), quindi un basso numero di rate; ciò implica, quindi, che si sosterrano, in teoria, anche pochi costi per gli interessi, anche se bisogna stare attenti, a riguardo, alle clausole contrattuali.</p>
<p><strong>2. I tassi d&#8217;interesse</strong></p>
<p>Come detto, il piano di ammortamento dei piccoli prestiti è molto breve e con rate di modesto importo, al punto da pensare che, probabilmente, le società che erogano il finanziamento non abbiano tanta convenienza a farlo. In realtà, è proprio per questo che bisogna stare molto attenti ai tassi d&#8217;interesse ed alle spese accessorie, che sono il guadagno netto degli enti eroganti. Questo tema sta a cuore soprattutto alle società finanziarie, le quali puntano a compensare l&#8217;esiguo guadagno dovuto alle cifre basse del prestito, aumentando i tassi d&#8217;interesse, ed in particolare il TAN e le spese accessorie, facendo incrementare automaticamente anche il TAEG.</p>
<p><strong>3. Come richiedere un piccolo prestito<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/piccoli-prestiti2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1107" title="piccoli-prestiti2" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/piccoli-prestiti2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p>La richiesta di un piccolo prestito può essere fatta in tre modi: personalmente in agenzia od in banca, telematicamente attraverso il sito dell&#8217;istituto a cui la si richiede oppure telefonicamente al numero verde fornito dalla società erogante. Siccome siamo di fronte ad un prestito personale non finalizzato, non risulterà necessario specificare la destinazione del denaro richiesto in prestito. Inoltre, il finanziamento può essere erogato sotto tre forme differenti: come prestito personale, come prestito con cessione del quinto di stipendio (o pensione) oppure tramite carta di credito revolving.</p>
<p><strong>4. Modalità di erogazione e di restituzione</strong></p>
<p>Solitamente i piccoli prestiti, dato il basso importo, vengono erogati tramite bonifico bancario, accredito sul conto corrente oppure con assegno circolare. L&#8217;erogazione mediante carta di credito revolving, invece, prevede una soglia massima di 3.000 euro, mentre per gli importi superiori a questa cifra è consigliato lo strumento del prestito personale, ed in particolare, i più comuni sono il prestito fiduciario, il prestito delega ed il prestito con cessione del quinto.</p>
<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/piccoli-prestiti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1108" title="piccoli-prestiti" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/piccoli-prestiti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>5. Modalità di scelta del piccolo prestito</strong></p>
<p>Come già detto per gli altri tipi di prestito, anche in questo caso il mezzo migliore per trovare il piccolo prestito ideale e su misura per ogni esigenza è sicuramente internet: basta visitare i siti ufficiali delle diverse società e banche e trovare l&#8217;offerta più adatta ai propri bisogni. Non essendo necessarie particolari garanzie, l&#8217;invio della documentazione necessaria può avvenire telematicamente, risparmiando così le spese e guadagnando anche tempo, oltre ad avere la comodità di operare da casa propria. I tempi di risposta sono molto brevi, bisogna solo dare il tempo necessario alle società di controllare, tramite le banche dati informatizzate, la situazione creditizia del soggetto richiedente, al fine di ottenere la garanzia di buon pagatore ed erogare il prestito senza rischi di insolvenza.</p>
<p><strong>6. I requisiti ed i documenti richiesti per richiede il prestito</strong></p>
<p>Per poter richiedere il piccolo prestito, in definitiva, è necessario: avere un&#8217;età compresa tra i 18 ed i 70 anni e possedere un reddito da lavoro o da pensione. I documenti necessari affinchè la richiesta vada a buon fine sono: documento d&#8217;identità, codice fiscale, busta paga o dichiarazione dei redditi, copia dell&#8217;estratto conto con coordinate bancarie, e copia delle ultime utenze sostenute dal richiedente o da un familiare convivente.</p>
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		<title>Guida al consolidamento debiti</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 17:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/difficolta_debiti-748928.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1100" title="difficolta_debiti-748928" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/difficolta_debiti-748928-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Cosa significa consolidamento debiti</strong></p>
<p>Il consolidamento debiti si riferisce alla trasformazione di tutti i debiti in uno solo, come una sorta di &#8220;compattamento&#8221; di questi in un solo prestito. Questa tendenza è abbastanza nuova per l’Italia, visto che sempre più spesso ci si ritrova con diversi prestiti in  atto, contratti per la necessità di acquistare i più diversi beni o  servizi e capita di fare confusione con le scadenze delle rate o l&#8217;ammontare degli importi. Il risultato di avere contratto diver<strong><strong></strong></strong>si prestiti è, infatti, quello di avere a che fare con diverse rate da pagare, ognuna con le sue scadenze, i suoi importi, le sue modalità  di pagamento. Il consolidamento debiti punta proprio ad evitare il rischio di non cadere in errore nella gestione di tutte le scadenze e le rate.</p>
<p><strong>2. In cosa consiste il consolidamento debiti</strong></p>
<p>Come appena detto nel paragrafo precedente, dunque, il consolidamento debiti consiste nel &#8220;compattamento&#8221; di tutti i debiti in capo ad un solo soggetto, ossia unificarli in un unico grande finanziamento. Questo può essere generalmente di due tipi, in base all&#8217;importo totale richiesto: nel caso in cui la cifra totale rientri nella soglia dei 60.000 euro, le società finanziarie proporranno la soluzione del prestito personale, od anche, nel caso di soggetto lavoratore, di cessione del quinto di stipendio. In questa tipologia di prestito di consolidamento, il tasso è fisso ed il piano di ammortamento può arrivare ad un massimo di 120 mesi (10 anni). Le spese per la concessione del prestito sono le stesse previste per tutte le forme consuete di prestito personale. Nel caso, invece, in cui la somma da restituire superi i 60.000 euro, allora le società sono solite proporre la formula del mutuo per consolidamento debiti, che ha il vantaggio di poter allungare il piano di ammortamento fino a 360 mesi (30 anni).</p>
<p><strong>3. Il sovraindebitamento<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/debiti.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1101" title="debiti" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/debiti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p>Malgrado sia una problematica sempre sottintesa quando si parla di prestiti personali, è sicuramente vero che il loro pregio maggiore, cioè quello di essere  abbastanza accessibili per tutti, può facilmente trasformarsi in quel fenomeno  chiamato &#8220;sovraindebitamento&#8221;, che può risultare sicuramente un grosso problema per qualsiasi famiglia italiana: malgrado questo fenomeno in  Italia non è grave come negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, c&#8217;è il rischio che si espanda a macchia d&#8217;olio anche qui da noi. Si raggiunge questo fenomeno nel momento in cui, sommando diversi prestiti,  contratti per l’acquisizione dei beni più diversi, spesso di piccolo importo: proprio perchè la spesa è irrisoria, il  debitore non si rende conto di avere troppi prestiti<strong> </strong>in corso, più di quanti le sue finanze possano realmente permettergli. Il consiglio per evitare il sovraindebitamento è quello di tenere sempre presente la percentuale del proprio reddito che si raggiunge sommando tutti i prestiti in corso: se supera il 30%, secondo gli esperti, si raggiunge il &#8220;punto di  non ritorno&#8221;.</p>
<p><strong>4. I vantaggi e gli svantaggi del consolidamento debiti</strong></p>
<p>Come già accennato nei paragrafi precedenti, il vantaggio principale del consolidamento debiti è quello di evitare il rischio di confusione tra le tante rate e scadenze dei diversi debiti in essere dello stesso soggetto. In realtà, questo strumento non serve semplicemente a sommare i vari importi delle diverse rate: vale che lo scopo non è quello di pagare una &#8220;maxi rata&#8221; mensile che sia la somma di tutti gli importi delle rate di ciascun prestito, al contrario è un mezzo che serve ad abbassare l&#8217;importo dell&#8217;unica rata, che include tutte le altre. Infatti, il consolidamento debiti può abbassare l&#8217;importo da sostenere mensilemente dal 50% fino addirittura al 70% o l&#8217;80%. E&#8217; chiaro che questo non si ottiene di certo per una riduzione di alcune rate, ma semplicemente allungando il periodo di restituzione, e, conseguentemente, pagare più tassi d&#8217;interessi.</p>
<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/consolidamento-debiti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1102" title="consolidamento-debiti" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/consolidamento-debiti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>5. Requisiti necessari, documentazione e caratteristiche del contratto di consolidamento debiti</strong></p>
<p>I requisiti richiesti per ottenere il prestito per consolidamento debiti sono la condizione di lavoratore a tempo indeterminato, un&#8217;anzianità lavorativa di almeno 12 mesi, la condizione per cui la rata totale ammonti al massimo al 30% del reddito, ed infine, non essere protestato nè pignorato, o meglio non iscritto alle banche dati creditizie. La documentazione necessaria, invece, prevede la carta d&#8217;identità, il codice fiscale, la busta paga oppure la dichiarazione dei redditi, una copia dell&#8217;intestazione dell&#8217;estratto conto, comprensivo di coordinate bancarie, oltre ad una copia di un&#8217;utenza recente intestata al richiedente o ad un familiare convivente. Le caratteristiche del contratto, infine, sono le seguenti: il pagamento delle rate avviene tramite RID, gli importi del prestito variano dai 30.000 ai 150.ooo euro, le rate ed i tassi d&#8217;interesse sono fissi per tutto il piano di ammortamento, mentre gli altri finanziamenti vengono automaticamente estinti.</p>
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		<title>Guida al calcolo dei prestiti</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 12:42:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/calcolo-prestito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1094" title="calcolo-prestito" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/calcolo-prestito.jpg" alt="" width="245" height="140" /></a>1. Perchè il calcolo del prestito</strong></p>
<p>Il calcolo del prestito oltre a permettere di valutare l’importo della rata che si va a pagare, da cui si otterrà l&#8217;ammontare totale del rimborso del debito,  ma anche di fare il calcolo degli interessi che andrete a pagare sull’importo finanziato. Questo è evidente visto che il capitale, ossia la somma erogata e concessa al richiedente, non è pari a quello che lo stesso andrà a restitutire: ad esso verranno aggiunti gli interessi, ossia il guadagno netto dell’istituto erogante. Per cui la somma, da capitale, verrà chiamata montante. Ecco perchè è bene fare un meticoloso calcolo del prestito:<strong></strong> non solo per sapere quale istituto ci potrebbe concedere la somma che  ci necessita o in quanto tempo possiamo estinguere il debito, ma anche e  soprattutto quanto il “prodotto finanziario” ci viene a costare, sotto forma di interessi.</p>
<p><strong>2. Criteri per il calcolo del prestito</strong></p>
<p>Il calcolo del prestito, quindi, come detto, è uno strumento utile, ed è necessario quindi capire come effettuarlo; in particolare segnaliamo due criteri. Un criterio può essere quello di partire dall’importo necessario,  tenendo conto che a questo verranno poi aggiunti gli interessi, che  faranno lievitare la cifra da restituire. A questo punto consideriamo due elementi: il tempo, ossia in quanto tempo prevediamo di potere restituire  il debito attraverso le rate, e qual è la proporzione tra il tempo e l’importo della rata; su questi due elementi sarà possibile effettuare il calcolo degli interessi, una parte dei quali verranno a costituire l’importo della rata stessa. Un&#8217;altro criterio può essere quello di cominciare il calcolo iniziando dall’importo massimo che è possibile pagare mensilmente per rimborsare il prestito; stabilita una cifra massima per la rata<strong></strong>, verrà calcolato il tempo di rimborso e gli interessi.</p>
<p><strong>3. Criteri per calcolare la rata del prestito</strong></p>
<p>Diversamente dal calcolo del prestito, il calcolo della rata è effettuabile solo attraverso un criterio, in particolare una formula, la quale contempla l&#8217;importo totale, il tasso d&#8217;interesse, il numero di anni ed il numero di rate del piano di ammortamento. La formula è la seguente</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1093" title="CALCOLO-RATA-PRESTITO" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/CALCOLO-RATA-PRESTITO.jpg" alt="" width="425" height="130" /></p>
<p>dove R indica appunto la rata, C il capitale iniziale, i il tasso d&#8217;interesse, n il numero di rate e t il numero di anni. Per fortuna del richiedente, benchè la formula sia unica, molteplici sono gli strumenti che permettono di effettuare questo calcolo in modo semplice ed efficace. Uno di questi, ed anche il più usato, è quello di sfruttare le griglie di calcolo presenti sui siti delle banche o degli istituti che erogano prestiti. Queste griglie prevederanno la compilazione da parte del richiedente di alcuni campi tra cui l&#8217;importo del prestito, la durata del rimborso, il numero di rate ed il tasso d&#8217;interesse. Da questi dati, il programma calcolerà l&#8217;ammontare delle rate. Un altro metodo può essere quello di richiederlo direttamente alla banca in fase di preventivo, personalmente o tramite il sito internet dell&#8217;istituto.</p>
<p><strong>4. Istruzioni per il calcolo del prestito online</strong></p>
<p>Come già detto nella guida dedicata ai prestiti online, si consiglia, per praticità, velocità e risparmio di costi, di effettuare il calcolo dei prestiti on  line. Il mezzo telematico dà il grande vantaggio di  potere fare diversi calcoli, modificando le variabili. Vi sono addirittura dei siti creati appositamente per aiutare i soggetti interessati al calcolo dei presti e molti di questi danno la possibilità di collegarsi direttamente con l’istituto che li eroga, i quali pongono nei contratti quelle condizioni ottenute nel risultato del calcolo. Il modulo online sarà simile a quello per il calcolo della rata: una griglia è richiesto di compilare alcuni campi come quello della somma totale del prestito, la durata, la cadenza delle rate (mensile, trimestrale, semestrale, annuale ecc), ed il tasso d&#8217;interesse.</p>
<p><strong>5. Per quali prestiti è possibile fare il calcolo<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/calcolo-rata.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1095" title="calcolo-rata" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/calcolo-rata-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p>Le categorie di prestiti per cui è possibile effettuare i calcoli suddetti sono fondamentalmente due: i prestiti personali ed i prestiti finalizzati, rientranti nella categoria del credito al consumo. Il modello descritto nel paragrafo precedente è quello più adatto per i prestiti personali, mentre è possibile effettuarvi, con le dovute modifiche, anche i prestiti finalizzati per acquisto di auto, elettrodomestici, ristrutturazione casa, mobili, corsi sportivi e simili. Ad esempio, nel caso di un prestito per acquisto di automobili, ci sarà richiesto: se l&#8217;auto è usata o nuova, l&#8217;importo totale del prestito, l&#8217;opzione di integrazione dell&#8217;assicurazione, e la cadenza delle rate. Otterete, da queste informazioni, l&#8217;importo della rata ed i tassi d&#8217;interesse.</p>
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		<title>Guida al prestito online</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 16:10:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1. Cos&#8217;è il prestito online Il termine &#8220;prestito online&#8221; non definisce un tipo di prestito specifico, con caratteristiche particolari ed esclusive rispetto ad altri, bensì individua una certa categoria di prestiti che è possibile analizzare e sottoscrivere telematicamente su internet. Si tratta, quindi, non della forma di prestito, dello strumento con cui lo si restituisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestiti-personali-online-300x300.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1086" title="prestiti-personali-online-300x300" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestiti-personali-online-300x300-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Cos&#8217;è il prestito online</strong></p>
<p>Il termine &#8220;prestito online&#8221; non definisce un tipo di prestito specifico, con caratteristiche particolari ed esclusive rispetto ad altri, bensì individua una certa categoria di prestiti che è possibile analizzare e sottoscrivere telematicamente su internet. Si tratta, quindi, non della forma di prestito, dello strumento con cui lo si restituisce o dalle rate e dalle altre caratteristiche che lo identificano, ma del mezzo con cui viene stipulato e concluso l&#8217;accordo di prestito, vale a dire internet. Tale sistema ha avuto un grosso successo negli ultimi anni, in quanto permette al soggetto richiedente di effettuare tutte le operazioni comodamente da casa ed in modo pratico e veloce, senza dover aspettare i lunghi tempi della burocrazia. Proprio perchè la procedura di stipula non richiede molto tempo, il richiedente avrà più tempo di analizzare, grazie ai vari siti preposti a questo scopo, qual è il prestito che fa al proprio caso e sia a misura delle proprie esigenze, evitando di imbattersi in brutte sorprese. Dopo aver effettuato la scelta, l&#8217;interessato spedirà i primi documenti all’istituto erogatore, affinchè parta la procedura nel minor tempo possibile.</p>
<p><strong>2. I termini che compaiono nel contratto di prestito online</strong></p>
<p>Al fine di verificare la veridicità del prestito che stiamo per sottoscrivere, è necessario che il contratto che ci viene presentato rispetti le legge n.142/1992, tesa a regolare i prestiti ed a tutelare i consumatori all&#8217;atto della sottoscrizione del contratto di prestito. Questo è molto importante, soprattutto perché sul web vi sono finte società finanziarie che operano illegalmente nascondendosi dietro quelle vere. Per evitare di incorrere nel rischio di essere truffati, è necessario ricordare quali sono gli elementi fondamentali che compongono il contratto di prestito e verificare se, nel contratto che vi apprestate a sottoscrivere, sono presenti. Le voci che non possono mancare nel contratto, pena l&#8217;invalidità dello stesso, sono l&#8217;importo globale del prestito, i tassi d&#8217;interesse applicati, il tasso annuo nominale (TAN), il tasso annuo effettivo globale (TAEG), il tasso di mora in caso di ritardato pagamento, le modalità del finanziamento del contratto di prestito, numero, importo e scadenza di ogni singola rata del contratto, oltre a qualsiasi tipo di garanzia ed eventuali coperture assicurative richieste.</p>
<p><strong>3. Requisiti minimi per ottenere un prestito online<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestito-online.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1087" title="prestito-online" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestito-online-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p>Per ottenere un prestito online è necessario possedere gli stessi requisiti previsti per qualsiasi tipo di prestito personale: avere un&#8217;età compresa tra i 18 ed i 72 anni, essere un lavoratore, avere un&#8217;anzianità lavorativa minima di sei mesi per i lavoratori dipendenti e di 24 mesi per i lavoratori autonomi. Inoltre, la rata massima  che potrà sostenere il soggetto debitore non può essere superiore al 35% dello stipendio o della pensione dello stesso. L&#8217;unica caratteristica, diversa rispetto al prestito personale classico, è quella di possedere un personal computer ed una connessione internet.</p>
<p><strong>4. Come fare una ricerca di prestito su internet</strong></p>
<p>Data la vasta gamma di offerte di prestito e la conseguente molteplicità di prestiti simili da poter scegliere, è bene imparare a ricercarli su internet ed imparare a capire quali sono più adatti al profilo ed alle esigenza di chi li ricerca. Al fine di fare un&#8217;accurata ricerca, è necessario innanzitutto visitare diversi siti di altrettate società finanziare, ed analizzare le loro proposte. In ognuno di queste pagine, sarà bene compilare il modulo online per conoscere i vari preventivi; tali moduli non comportano alcun impegno d&#8217;acquisto e sono molto utili a capire qual è il prestito giusto per ogni soggetto. A questo punto, è possibile valutare le varie offerte in base ai parametri scelti e, nell&#8217;eventualità in cui si decida di scegliere un prestito tra quelli proposti dalle varie società, è possibile compilare il modulo di richiesta di prestito online ed attendere la risposta dalla parte della società, che, solitamente, viene recapitata entro pochissimi giorni dalla richiesta.</p>
<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestito-online2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1088" title="prestito-online2" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestito-online2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>5. Inoltro della richiesta di prestito</strong></p>
<p>Come espresso nel paragrafo precedente, una volta trovato il prestito su misura per se stessi, è possibile richiedere un preventivo gratuito alla società finanziaria di riferimento, senza alcun impegno di acquisto. Di solito, le società inviano al richiedente un fac simile del contratto, su cui verranno riportarti l&#8217;importo del prestito, la durata del piano di ammortamento, oltre a prevedere tutti gli elementi riportarti al paragrafo 2 della nostra guida. Una volta che il cliente abbia inoltrato la richiesta di prestito, invece, la società finanziaria provvederà immediatamente a verificarne la situazione creditizia, controllando se il soggetto ha altri finanziamenti in corso, se risulta essere un protestato od un cattivo pagatore, od abbia delle procedure in sospeso. Per ricavare questi dati occorreranno soltanto pochi minuti, grazie ai sistemi di informatizzazione dei dati, come il SIC.</p>
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		<title>Guida al prestito cambializzato</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 11:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/cambiali2-150x150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1079" title="cambiali2-150x150" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/cambiali2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>1. Cos&#8217;è il prestito cambializzato</strong></p>
<p>Il prestito cambializzato è una tipologia di prestito personale che prevede una restituzione dell&#8217;ammontare attraverso lo strumento della cambiale. Sebbene fosse la tipologia di prestito personale a cui maggiormente si faceva ricorso negli anni &#8217;70, oggi è stata soppiantata da procedure di ottenimento e restituzione prestito più rapidi e snelli, come, ad esempio, quelli online o quelli con addebito sul conto corrente. Cionostante questa tipologia di prestito presenta anche dei vantaggi, come quello di essere un prestito non finalizzato, e quindi non è necessario specificare il perchè si richiede quel determinato ammontare. Inoltre la cambiale è uno strumento finanziario, o meglio un titolo di credito, che aiuta il debitore a dilazionare il rimborso del debito in essere.</p>
<p><strong>2. Cos&#8217;è la cambiale<a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/cambiale.gif"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1080" title="cambiale" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/cambiale-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p>La cambiale è un titolo di  credito, vale a dire un documento che incorpora un diritto di credito, ossia il titolare di questo documento ha diritto ad un pagamento. Possiamo distinguere due tipi di cambiali: la <em>cambiale tratta</em>, ossia quella che prevede che il traente (creditore) ordini al trattario (debitore) il pagamento della somma dovuta al portatore della cambiale, rendendolo così l&#8217;unica persona ad aver diritto a richiedere il pagamento della somma dovuta. Oltre a questa, c&#8217;è il cosiddetto <em>pagherò</em>, che, com&#8217;è intuibile dal nome stesso, è una promessa di pagamento fatta dal debitore nei confronti del creditore. La cambiale, solitamente, è disponibile in moduli prestampati dalla banca o dall&#8217;istituto a cui ci si rivolge, ciononostante ha validità di cambiale un qualsiasi foglio di carta che rispetti i seguenti requisiti: dev&#8217;essere specificato se siamo di fronte ad una tratta o ad un pagherò, chi è il soggetto beneficiario ed il soggetto creditore con i rispettivi nomi e cognomi, dev&#8217;essere apposta la data di emissione, la data di scadenza, il luogo di emissione e/o di pagamento della cambiale e la firma del traente.</p>
<p><strong>3. Cosa accade nel caso di mancato pagamento della cambiale</strong></p>
<p>La cambiale si definisce come un <em>titolo esecutivo</em>, vale a dire che se il debitore non provede al pagamento entro i termini stabiliti, il creditore può richiedere il pagamento della somma dovuta tramite pignoramento dei beni del trattario del valore pari alla quota dovuta. E&#8217; questo il motivo per cui le banche, come detto nel primo paragrafo, sono propense ad emettere cambiali: in caso di mancato pagamento, è comunque possibile riottenere la somma dovuta col pignoramento. Infatti, nel caso in cui l&#8217;erogatore del prestito sia una banca, questa, in caso di mancato pagamento, potrà fare chiedere istanza di pignoramento al Tribunale di competenza, ed il giudice emetterà ingiunzione di pagamento in capo al creditore. Tale decreto ingiuntivo verrà comunicato al debitore tramite un ufficiale giudiziario e sarà immediatamente esecutivo.</p>
<p><strong><a href="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestito-cambializzato.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1081" title="prestito-cambializzato" src="http://www.il-prestito-personale.com/wp-content/uploads/2011/06/prestito-cambializzato-150x127.jpg" alt="" width="150" height="127" /></a>4. Caratteristiche del prestito cambializzato</strong></p>
<p>Proprio per le caratteristiche appena esaminate, risulta facilmente comprensibile che tale forma di prestito possa rappresentare un&#8217;ottima soluzione per i protestati od i cattivi pagatori, i quali non troveranno alcun problema a richiedere cambiali alla banca erogante. Solitamente, le garanzie richiesta al debitore sono: TFR in caso di lavoratore dipendente, assicurazione sulla vita in caso di lavoratore autonomo oppure firma di un garante, in caso di fideiussione. Inoltre, il soggetto richiedente potrà decidere di saldare il debito prima della scadenza del piano di ammortamento, incorrendo in una penale che, comunque, non può essere superiore all&#8217;1% del debito residuo.</p>
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